Nel cielo si stagliano nuvole grigie. L’aria è pesante e la folla inveisce contro di te. Solo ora capisci cosa sta succedendo. Hai le mani legate, puoi sentire le venature del legno sotto i piedi nudi mentre un uomo con un cappuccio nero si sta avvicinando a te con un cappio in mano. Lo alza sopra la tua testa stringendotelo attorno al collo e improvvisamente le grida diventano bisbigli e poi silenzio. Le mani sono ancora alte nel cielo, le bocche si aprono e chiudono come le fauci di cani feroci, ma il silenzio è completo. Forse è questo quello che succede quando qualcuno sta per morire. Ma la tua non sarà l’unica vita che si spegnerà oggi. Altri saranno giustiziati con la sola colpa di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato…. come te. Due giorni fa… appena due fottutissimi giorni fa ricevetti quella lettera:

“E’ il cavaliere Laurum deepheart che vi scrive. A seguito dei vostri recenti successi avete guadagnato il rispetto della comunità. Vorrei dunque parlare con voi a proposito di fatti importanti riguardanti la sicurezza della nostra brillante città. Domani subito dopo il tramonto recatevi nei miei alloggi”

Allora non potevi immaginare che quella sarebbe stata la tua sentenza di morte. Così andasti a castello… dopotutto perché no? Laurum era un cavaliere ed un membro importante del consiglio cittadino. Non potevi immaginare che aprendo quella porta avresti trovato il suo corpo a terra in un lago di sangue. Una profonda ferita al collo. Tu e gli altri che siete stati convocati avete avuto appena il tempo per un ultimo disperato tentativo di bloccare il sangue che, ancora caldo, bagnava il pavimento. Prima di chiudere gli occhi Laurum mosse il braccio indicando la parete alla vostra destra e in quell’istante qualcuno spalancò la porta della stanza. Non c’era modo di scappare, le guardie erano troppo numerose e qualsiasi tentativo di sopraffarle sarebbe stato vano.

Legati come schiavi, in gabbia come conigli e oggi… appesi come maiali.

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