L'impiccagione

Il villaggio del cinghiale

L’interrogatorio del goblin rapito aveva dato i propri frutti. Si erano fatti un’idea un po più chiara di chi avevano difronte: il clan del cinghiale era comandato da una femmina di nome Taragoa. All’interno del villaggio circondato da un’alta palizzata vivono una settantina di goblin di cui circa la metà in grado di combattere. Le cifre erano chiaramente approssimative anche se gli occhi terrorizzati del prigioniero erano una prova abbastazna convincente della sua sincerità. Fra i combattenti inoltre sembrava esserci un gruppo di elite in mezza armatura armato di asce a due mani… ma era premetura una valutazione del rischio. Di certo vedere con i propri occhi sarebbe stato meglio ma in questo modo non avevano corso troppi rischi. Questa faccenda stava assumendo ora dopo ora i tratti di una partita a scacchi: era necessario conoscere il nemico, anticipare le sue mosse, e decidere il momento giusto per attaccare….. e difendersi. Tornati dunque da Snaarl avevano deciso la prossima mossa: si sarebbero diretti questa volta dal clan del topo. Lungo la strada, una volta addentratisi nella palude, incontrarono dei rospi il cui veleno li aveva debilitati pesantemente. Avevano bisogno di riposo ma ogni ora poteva essere fondamentale. Mentre erano ancora presi sul dafarsi, tra le nebbie videro stagliarsi delle figure: delle braccia, gambe e un torso ma al posto della testa un ampio cappello. Snaarl li aveva avvisati:i miconidi potevano essere dei validi alleati.

View
La vendetta di Hullack

Il destino li aveva riportati tutti assieme…o forse era meglio dire l’amicizia e il rispetto. Risposero alla chiamata di Snaarl che sembrava essere in pericolo. Una volta giunsti alla forsta di Hullack appresero quale fosse il pericolo. Due tribù di clan l’una del cinghiale e l’altra del topo, si erano unite per dare battaglia al grande albero. Il Mezz’orco non sapeva con esattezza quale fosse la composizione e la situazione nei due accampamenti goblin ma era certo che anche con l’aiuto dei ritrovati amici non ce l’avrebbero fatta. Era quindi necessario conoscere il proprio nemico e assieme si diressero verso l’accampamento del cinghiale. Una volta giunti in prossimità si accorsero che il perimetro era circondati da un’alta palizzata che gli impediva di osservare all’interno. In attesa del momento giusto l’elfa intraprendente era riuscita a fare prigioniero un goblin che stava tornando all’accampamento. Era una mossa rischiosa ma forse ne sarebbe valsa la pena…...

View
Le strade si dividono

Un antico proverbio sembiano dice “Puoi accompagnare un amico sulla sua strada per migliaia di miglia, ma è inevitabile che un giorno le vostre strade si separino”. Pareva dunque giunto il momento. Ciò che li teneva assieme si era sciolto come neve al sole ed era ora di riprendere la propria vita in mano.

Farest aveva rivelato la dura verità riguardo la morte di Creeck, il fratello di Jibah, ed aveva deciso di tornare a Neverwinter. Un lungo viaggio lo aspettava e le notti di solitudine avevano fatto affiorare le sue paure sottoforma di incubi. Inoltre aveva avuto l’impressione che qualcuno lo stesse seguendo…. ed osservando.

Jibah scioccato dalla verità decise di mettersi sulle tracce dei genitori. Creeck era morto ma non voleva che il suo sacrificio fosse stato vano. Si mosse dunque verso Zenthil keep, l’ultima destinazione lungo il viaggio del fratello che Farest aveva nominato. Anni erano passati e in cuor suo Jibah sapeva che non poteva sperare troppo.

Serephan deciso a far luce sulla minaccia che li aveva coinvolti con qualche difficoltà e con l’aiuto di Elaire e Serephan capì il significato di quella maledizione: “Voi luridi mortali avete osato intralciare i miei piani. Pagherete con ciò che avete di più caro e quando non avrete che lacrime mi ciberò della vostra disperazione” non era sufficente dire altro. Senza indugio si diresse a nord intraprendendo la prima parte del cammino col monaco. La sua amata era in pericolo…. e se quello che diceva nella maledizione era vero non c’era tempo da perdere.

Elaire fallì nel tentativo di recuperare il pugnale anche se le sue tasche non rimasero certo vuote. Mise a malincuore una pietra sopra al pugnale tanto agognato ma era già pronta a “cogliere i generosi frutti” di una cittadina tanto prolifica.

E così i giorni passarono….

View
Decisioni

E così si mossero come meglio poterono dirigendosi verso l’abitazione di Howard Hunter. Qui assistettero ad un furioso litigio tra Howard e sua moglie che si concluse con la scomparsa dell’uomo nei bui vicoli cittadini, e un pianto disperato della donna ancora in casa….non poteva andare meglio. Una volta dentro scoprirono che non erano i soli ad essere entrati di nascosto. Un’elfa di nome Elaire frugava in casa alla ricerca di un pugnale….un pugnale molto particolare che a suo dire valeva parecchi pezzi d’oro e pareva nascondere un oscuro passato. Dell’arma però nessuna traccia e non potendo di certo affrontare Howard da sola, Elaire decise di scambiare qualche informazione in cambio del pugnale una volta recuperato. Le informazioni erano poco precise ma il precedente possessore del pugnale era stato ucciso da una creatura alata che si era poi a sua volta impadronita dell’arma. Ma pugnale o non pugnale avevano ancora bisogno di prove per smascherare Howard. Snaarl fra poche ore sarebbe stato crocifisso. Nei cassetti trovarono un bottone che poteva combaciare a quello trovato nella stanza di Laurum. I dubbi stavano scomparendo. Ora dovevano andare da lui. Si diressero così al tempio di Tempus alla ricerca di Howard e una calma innaturale li aveva da subito allertati. L’uomo era strano, farfugliava richieste senza senso e poi all’improvviso si potrò la mano all’occhio mentre il sangue copiosamente gli bagnava la mano. Le urla di dolore li avevano disorientati e quando era ormai troppo tardi si accorsero di ciò che era successo. L’occhio ora sembrava essere quello di una creatura infernale. Howard fece così cadere a terra un’ampolla che rompendosi riempì il tempio di fumo che offuscò la vista….di tutti tranne la sua. sembrava sapere dov’erano in ogni istante e nel buio i suoi colpi erano ancora più letali. Alla fine rompendo le vetrate della chiesa il fumo si diradò e finalmente alla pari Howard cadde vittima delle frecce sibilanti di Elaire e Serephan, i poderosi pugni di Jibah, e la lama affilata di Farest. quando Howard spirò l’ultimo respiro apparve una strana creatura: un corpo di donna di una bellezza agghiacciante, le ali membranose e la pelle liscia e bianca come la porcellana. La sua voce però incarnava l’odio della sconfitta e indicando coloro che aveva difronte pronunciò una frase incomprensibile “tseu lenugu pengulu utsaga emuge pua butu. Busdanaga met mu mda utsaga gu bu munè a cheutge tet utsnaga mda lumnupa pu munanò gallu tsemnu gumbanutueta” e poi scomparse Tutto sembrava essere finito. Ora Serephan, Snaarl e Farest si ritrovavano nuovamente in cella ma questa volta brandivano le prove raccolte in queste notti perigliose come un’arma. Jibah invece era fuori in attesa … Farest aveva ancora molte cose da dirgli. Elaire invece si era trovata con un pugno di mosche. Il pugnale era stato infatti consegnato all’emissario dei draghi purpurei dallo stesso Jibah che aveva ben pensato che un’arma così sarebbe stata pericolosa nelle mani sbagliate. Venne il giorno seguente le porte delle celle si aprirono e si ritrovarono come uomini liberi e non più fuggischi. “miei cari amici pelle rosa” disse Snaarl con voce greve” ne abbiamo viste veramente di tutte i colori. Ora però è giunto il momento di tornare alle nostre vite. Sappiate che non vi diemtnicherò e che se un giorno avrete bisogno di aiuto mai vi verrà negato. Io sarò nella mia casa…la foresta di Hullack, e voi invece? dove vi condurrà il futuro?” tanti pensieri avevano in testa ed era giunto il momento di decidere cosa fare.

View
L'ombra

Una disperata fuga, il sangue scuro e caldo bagnava le strade, le urla che straziavano il silenzio, ed ovunque le ombre prendevano vita. Ora dopo ora la paranoia li aveva portati a sbagliare, ma questa volta il prezzo da pagare era stato alto. Snaarl era stato catturato e non c’era dubbio che presto avrebbe rimpianto la frazione di secondo necessaria a spezzargli il collo sulla forca. Cio’ che lo aspettava era molto peggio. Una corce, dei chiodi arruginiti, ed una lunga agonia fatta di sudore sangue e umiliazione. Eppure era innocente. Non avevano molte possibilita’: liberarlo durante il trasporto alla pubblica piazza, un disperato tentativo di intrufolarsi nelle prigioni o scagionare lui e loro stessi trovando l’assassino. L’unica cosa che non potevano permettersi era aspettare. Ogni secondo sarebbe stato prezioso ed era necessaria una decisione al piu’ presto. All’alba una lunga ombra si sarebbe posata sulle loro coscenze…..l’ombra di una croce.

View
Braccati

La situazione sembrava ormai fuori controllo. Quella parvenza di anonimato conquistata sgattaiolando nelle fogne stava venendo meno. Le guardie ormai sapevano dove i fuggiaschi si rintanavano. Le fogne non erano piu’ un posto sicuro, ma non potevano che accelerare i tempi restringendo il cerchio dei sospetti. Nell’archivio dell’alchimista solo 3 avevano comprato il profumo “incriminato”, e solo due di questi parevano essere mancini: H. Hunter e H. Manorl. Manorl era un mercante senza scrupoli. Il suo nome era stato scritto da Laurum ed era quindi uno dei principali sospetti. Si diressero quindi in direzione della sua abitazione ma al momento di uscire dalle fogne le mosse impacciate di Farest, e l’ingenuita’ di Jibah che pronuncio’ il nome del compagno li misero in grossi guai. La spada di Farest non fu’ sufficente a impedire l’arrivo di altre guardi. Il miliziano non sarebbe stata ne’ la prima ne’ l’ultima delle vittime lungo la giustizia. Non si aspettavano che essa avrebbe avuto un prezzo cosi’ elevato. Fuggendo entrarono nella casa di Manorl ma una donna li vide. Forse la moglie forse una serva. Farest le impedi di urlare ma poi si lascio’ impietosire dalle lacrime calde e prgne di paura e la lascio’. La reazione era prevedibile. Un urlo. Pochi secondi e le guardie erano nuovamente sulle loro tracce. Trovarono una via di fuga sul tetto attraverso la finestra allontanandosi dalla meta. Erano ancora braccati….prima o poi qualcuno non ce l’avrebbe fatta e anche loro avrebbero dovuto pagare un prezzo.

View
Una scia di profumo

profumo Alla ricerca di un profumo. L’impresa sembrava impossibile. Eppure quell’odore aveva qualcosa di particolare. Un’essenza ricercata e selvaggia che solo pochi potevano permettersi. Solo a questo potevano aggrapparsi. Ripresa la via delle fogne ormai fattasi familiare iniziarono a raccogliere le idee quando una figura apparse nel buio. Un uomo che affermava di cercare un certo “Kronos Farest” che tempo orsono era stato in contatto con il fratello scomparso. La situazione si complicava e le fogne stavano diventando un posto poco sicuro e affollato. Eppure Jibah, cosi’ si chiamava il nuovo arrivato, poteva esser loro di aiuto: non era ricercato e si sarebbe rivelato un contatto con la superifce. Farest dal canto suo sembrava spiazzato e non ricordare i dettagli richiesti in modo tanto pressante da Jibah. Decise di temporeggiare. Il nuovo venuto il mattino si mosse alla ricerca del profumo descritto dal ceco con l’aiuto di Skrog, il tasso di snaarl. Dopo un po di girovagare giunsero alla bottega alchemica meglio fornita della citta’ di Thunderstone. Perso fra le miriadi di essenze Jibah chiese l’aiuto di skrog che sembro’ percepire “quella giusta”. Non avevano certo avuto la possibilita’ di provarle tutte e il tasso si basava comunque sulla descrizione di un ceco…..dovevano essere cauti. Ad ogni modo l’alchimista era solito tenere un registro dei clienti (specialmente quelli che effettuavano grandi spese), ma ovviamente non era di “pubblico dominio”. Di notte dunque si avviarono nel negozio con l’intento di appropiarsi del registro ma qualcuno aveva avuto la brillante idea di anticiparli. La bottega era aperta e dentro un elfo stava “svolgendo il suo lavoro”. La situazione precipito’ e con essa crebbe il caos. Nella foga della battaglia riuscirono a prendere il registro ma erano stati notati e dei passanti urlarono a squarciagola nella loro direzione. Come topi si rintanarono nuovamente nelle fogne ma ora qualcuno era sulle loro tracce.Ancora una volta sembrava che il cappio si stesse stringendo…..

View
Gli occhi di un ceco

Gli occhi di un ceco La stanza di Laurum si è rivelata una importante fonte di informazioni. Gli aveva permesso di ipotizzare la dinamica dell’omicidio, trovare un libro di appunti scritti dalla mano del cavaliere, un pezzo di un bottone in legno e poi del muschio che riconduceva ad una sezione delle fogne fin’ora inesploratta. Forse l’assassino aveva utilizzato le fogne per giungere indisturbato nella stanza e colpire a morte Laurum. Se così fosse era possibile che quelcuno l’avesse visto oppure avesse lasciato dietro di se delle tracce del suo passaggio. Tornando sui loro passi il gruppo riincontrò Nadil: un altro degli sventurati accusati ingiustamente e sfuggito all’impiccagione. Decisi a collaborare si mossero alla ricerca della possibile via d’entrata dell’assassino. Ne scartarono una ad una: una troppo affollata, una solidale col terreno, una arrugginita… ed un’altra che sbucava in un vicolo buio…l’ideale. Appena mossero la grata un vecchio mendicante ceco li assalì di insulti, ma si rivelò un importante testimone. Era già stato disturbato notti precedenti da un uomo il cui odore era rimasto impresso nella sua mente:”un profumo fruttato con muschio.Un ambiente sereno ma selvaggio. Poi….poi delle note dolci e aromatiche”. Era forse un nobile? Oppure un sicario prezzolato? Perchè aveva ucciso Laurum? Troppe domande e poche risposte. Il sole stava sorgendo.

View
Le fogne di Thunderstone

Le fogne cittadine si sono rivelate un posto pericoloso e la pioggia non ha fatto che peggiorare la situazione rendendo impossibile procedere in modo sicuro. I fuggiaschi hanno così deciso di riaffiorare in superfice e sgattaiolare fra i vicoli col favore della notte fino al deposito navale. Qui hanno incontrato il loro contatto: una donna. Lei era la serve di Laurum e pare sia a conoscenza della vostra innocenza ma nessuno l’avrebbe ascoltata. L’unica cosa che ha potuto fare è impedire che degli innocenti venissero impiccati e donare loro la possibilità di riaquistare la propria dignità. Per far ciò ha preservato fino a questa notte la stanza dove Laurum è stato ucciso sperando che l’assassino avesse lasciato qualche traccia del suo passaggio…. e così pare. Gli sguardi attenti hanno rivelato alcuni particolari ma non sono ancora sufficenti per avere un nome e un volto.

View
La fuga

Ce l’hai fatta….ce l’avete fatta! Una nube bianca si è diffusa nella piazza e tre sconosciuti sono giunti in vostro soccorso. Siete riusciti a farvi largo fra le guardie e la folla in fuga fino all’entrata delle fogne. Qui avete scoperto che i tre “salvatori” non erano altro che il braccio di qualcuno che è a conoscenza della vostra innocenza. Non sapete chi sia costui o in che modo sia legato al cavaliere ucciso, ma vi ha aiutato donandovi del denaro e restituendovi parte del vostro equipaggiamento. Vi ha inoltre proposto un incontro al deposito navale e la possibilità di riscattare il vostro onore e incastrare il vero colpevole. Il vostro viaggio inizia dunque qui….banditi dalla superfice dove l’intera città vi sta dando la caccia, nelle fogne della città di Thunderstone in cerca di qualcuno o qualcosa che possa dimostrare la vostra innocenza.

View

I'm sorry, but we no longer support this web browser. Please upgrade your browser or install Chrome or Firefox to enjoy the full functionality of this site.